IL GIOCO MATEMATICO

La settimana scorsa nella scuola primaria Regina Margherita della mia città , si è svolta la mostra dei giochi matematici “RA-GIOCANDO” organizzata dal nucleo di ricerca didattica- Università di Pavia, sezione di Rozzano. Questo gruppo nasce nel 1990 per volontà di un gruppo di insegnanti elementari che intendono approfondire gli aspetti teorici della disciplina e contemporaneamente costruire percorsi didattici da sperimentare nelle classi.

I bambini di questa scuola hanno potuto sperimentare in orario scolastico sotto la guida degli animatori e delle loro insegnanti i giochi disposti in un ampia sala.

Sabato mattina liberamente i bambini hanno invitato i loro genitori a visitare la mostra e a giocare con loro. Io ho seguito un gruppo di bambini durante un laboratorio e ho scattato un po’ di fotografie.

Nella scuola purtroppo spesso il gioco è vissuto come una perdita di tempo, a volte è considerato un’esperienza qualitativamente diversa dall’apprendimento e rimane relegato ad attività secondaria.

Invece il gioco è motivo di stimolo per tutti i ragazzi , indipendentemente dalle loro capacità. Non va dimenticato che il gioco, almeno per i bambini della scuola dell’infanzia primaria rimane il catalizzatore dell’attività didattica.

Il gioco proprio come la matematica è un’attività intellettuale.

Il gioco matematico può essere visto come un problema: richiede molto ragionamento, mantiene in forma la mente, coinvolge la dimensione affettiva ed emozionale, se svolto in gruppi promuove la partecipazione e diverte.

Il gioco matematico lancia una sfida alla mente del bambino che viene accolta perché il gioco coinvolge soprattutto la dimensione emozionale. Inoltre è anche un mezzo che aiuta la formazione del pensiero astratto, infatti in molte situazioni di gioco matematico, dopo aver analizzato, confrontato, scelto, deciso, dedotto, spesso si deve lasciare spazio all’immaginazione e all’intuizione. Molti giochi costituiscono delle “ zone prossimali di sviluppo” cioè delle palestre in cui alcune abilità vengono esercitate e consolidate.

La mostra prevedeva anche un laboratorio di giochi matematici, in cui i bambini, sotto la guida di un animatore potevano provare a giocare.

Gli obiettivi che il laboratorio proponeva erano :

  • Motivare l’allievo convinto che la matematica sia una disciplina noiosa, troppo impegnativa e difficile.
  • Offrire opportunità all’insegnante di rilevare le strategie, i ragionamenti, i percorsi mentali degli alunni in una situazione nuova.

Tutti i giochi erano pensati in vari livelli per offrire opportunità a tutti i ragazzi, sia a chi presenta delle difficoltà di apprendimento, sia a chi se non opportunamente stimolato potrebbe perdere la motivazione.

Uno dei giochi che ho trovato più divertente è stato Salvare la capra e i cavoli

La consegna del gioco era sotto forma di problema:

  • Un uomo deve portare un lupo, una capra e un cavolo al di là del fiume, ma sulla zattera c’è posto solo per lui più o il lupo o la capra o il cavolo.
  • Se l’uomo porta con sé solo il cavolo, il lupo mangia la capra; se invece porta con sé solo il lupo, la capra mangia il cavolo. Solo la presenza dell’uomo salva la capra e il cavolo dal rispettivo nemico.
  • L’uomo riesce tuttavia a portare il lupo, la capra e il cavolo dall’altra parte del fiume, in che modo?

Provate voi a trovare la soluzione!!!!!!!!! Vi allego inoltre alcune foto della mostra buona visione!!

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